martedì 25 gennaio 2011

Kandi

"Siamo a Kandi. Domani entriamo in Nigeria. Tutti si stupiscono del nostro viaggio. Ci sentiamo accompagnati e questo ci dà forza. Grazie. Un abbraccio da tutti."
Anche stasera don Luca ci regala un bel messaggio! Siamo felici delle buone notizie e di sapere che se pur molto lontani ci sentono vicini.
Buonanotte a tutti!
Caterina

lunedì 24 gennaio 2011

lunedì 24

Carissimi tutti,
eccoci ancora ad aggiornare il blog. In sottofondo un gruppo di italiani se la conta... Ebbene si sono un gruppo di medici e infermieri che lavorano nelle loro ferie in questo ospedale bellissimo per il posto. Gente strana qui per un mese ad operare senza soste i casi più complicati. Ci sono giovani, meno giovani e pensionati. Fa pensare questo mondo chiassoso, stanco ma felice della giornata. Noi invece abbiamo continuato la strada passando un'altra frontiera quella del Benin, la più simpatica e piacevole. Tanto caldo in compenso, il termometro oggi è arrivato a 39. Strada bella e veloce, il posto che ci ha accolto ricorda già Mora con le montagne vicine... Uscendo da Ouagadugou sembrava un formicaio, un'infinità di gente che andava al lavoro a piedi, in bici e in motorino. Tanto smog incredibile... Poi strada verso la povertà. Ci hanno attraversato un bel gruppo di scimmie segno di essere in una riserva da safari. Poi tante capre e bimbi che escono da scuola.
Arrivati qui a Tanguieta vedo un'antenna da om simile a quella di casa e chiedo se la radio funziona. Provo un collegamento e sento in lontananza ik1jdy, ma non siamo fortunati, non riusciamo a farci sentire. Sarà per la prossima volta. Cena coi fratelli, indicazioni sulla strada e poi preghiera insieme al personale dell'ospedale. Ora vado a sentire i discorsi degli italiani. Che il Signore ci accompagni, domani 400km di strada non tanto bella dicono e poi ospiti dal vescovo di Kandi.
La serata con gli italiani è stata molto bella tra il sorridere per gli anni che avanzano (due ragazze compiono gli anni proprio oggi) e discorsi seri soprattutto legati alle impressioni che l'incontro con il mondo africano crea in ciscuno di noi. Bello ascoltare le sensazioni molto profonde e ben espresse avute nell'incontro con un bambino che chiedeva un regalo. Parole profonde come quelle delle poesie nelle quali ti ritrovi e le senti subito un po' tue. Bel regalo anche questo incontro inaspettato. Pensate che una dottoressa trovata qui viene in vacanza a Serre di Becetto e leggendo Rifugio Bagnur Valle Varaita sulla nostra maglietta ci ha salutato: "Buona sera Valle Varaita". Speriamo che possano venire a Sampeyre a presentare il loro libro.
Per adesso basta. Andiamo a dormire perchè domani ci aspettano altri chilometri e sicuramente altri incontri. 
ecco la poesia che sentiamo molto nostra
Uno stupido cadeau!

“Cadeau… monsieur cadeau… cadeau!”
Vocina fremente che distinguo dal niente.
Sul filo dell’aria calda come folata vitale.
Arriva decisa, arriva pulita nel suo chiedere.

Educati occhi, pieni di malinconica debolezza.
Mano aperta a desiderare il tutto e ricevere il niente!
Niente con cui crescere… nulla di primario alla vita.
Sorriso sincero, sorriso d’anima che ferita… ferisce.

Occhi che hanno appena versato, disperate lacrime.
Lucciconi ordinari che non rubano bellezza al viso.
Lui… subito le scorda, nel suo inseguirti implorante.
Incapace di frenare quelle gocce d’acqua… sorride.

Appena l’intravedo l’ultima… scivolare sulle nere gote.
Mi scopro a seguirla, morente, rimbalzare sulla rossa terra.
Spaventato dalla mia nudità interiore… sono in panico!
Vile! Distolgo il mio sguardo… per non incontrare il suo.

Frugo nelle tasche, mentre la mia anima, fruga il mio cuore.
Allungo indeciso un pennarello, colorato rosso. Proprio Rosso!
Stupido che sono! Stupido gesto. Piccolo stupido… cadeau.
A fatica, soffoco la mortale angoscia, nel cuore della mia anima.

Vedo casa mia. La mia donna. Mio figlio… e la nostra fortuna.
Guardo in basso… oggi non sono capace di nascondermi.
Guardo in basso e basta! Goffo… inseguo un cenno di saluto.
Che mi sappia dare aiuto nel mascherarmi… per poter negare.

Sebbene il voler celare la mia nuova lacrima…
che cade copiosa sulla sua vecchia…
appena versata e sconfitta con un sorriso…
sia la mia conferma di debolezza d’uomo.

                                                                                     Jeremia   Renzo Zavaroni


lo smog mattutino di Ouagadougou

rifornimento alle moto e poi per strada verso il Benin

Bici e motorini come bagagli

Aggiungi didascalia

anche l'asino cerca l'ombra


venditore di scarpe

non stanno mangiando i nostri resti!

Un saluto a chi con gentilezza lascia la strada libera

Dopo le formalità in uscita dal Burkina si marcia verso il Benin

Il confine tra Burkina e Benin

L'entrata dell'ospedale del Fate bene Fratelli dove ci fermiamo per la notte

Sorpresa! questa dottoressa viene in vacanza a Serre di Becetto

Una birra e una chiacchierata con gli italiani

Tutto il gruppo riunito
Un abbraccio a tutti

Sedicesima tappa (martedì 25)

I nostri viaggiatori sono in Benin, lo stato che si affaccia all'Atlantico sul golfo omonimo.
La tappa andrà da Tanguièta a Kandi.
Tanguièta - Kandi, 268 km
Da segnalare il fatto che don Luca, don Claudio, Giovanni e Dino domani incontreranno cartelli stradali come quello che vi allego qui sotto. Allora ATTENZIONE! Dai caprioli della valle Varaita agli elefanti del Benin...Hi hi hi!


franco

domenica 23 gennaio 2011

Quindicesima tappa (lunedì 24)

Eccovi la quindicesima tappa: partenza dalla capitale del Burkina Faso, con previsione di arrivare a Tanguièta, appena passata la frontiera del Benin. I nostri viaggiatori in fase organizzativa hanno programmato la possibilità di fermarsi un po' prima, a Pama presso la riserva naturale di Pama, molto vicino al confine col Benin. Staremo a vedere.
Ouagadougou - Pama, 320km   |   Pama - Tanguièta 130km
Ho fatto una piccola ricerca su Tanguièta. L'area in cui sorge questa cittadina è la più povera dello stato del Benin e fu per questo che nel 1970 i Fatebenefratelli fondarono proprio lì un ospedale. Al momento "opera" in questa missione fra Fiorenzo. Potete trovare dei materiali sull'ospedale e fra Fiorenzo a questo link: http://www.tanguieta.org/ 
franco

domenica 23


Domenica 23 gennaio 2011
Oggi siamo partiti da Bobo Dioulasso per arrivare alla capitale del Burkina, Ouagadougou.
Quella di ieri e di oggi erano le sole tappe in cui non eravamo sicuri di dove avremmo dormito e grazie alla gentilezza delle suore di Bamako e di un diacono di Bobo siamo riusciti a trovare una buona sistemazione nelle case pensate dai primi missionari per accogliere coloro che arrivavano in città per compere o semplicemente per riposare o per una riunione. È sorprendente pensare quante persone hanno lavorato in questi posti. Quante donne e uomini, religiosi e non, hanno speso la loro vita nel nascondimento in questi posti dimenticati dal mondo che conta. Anche grazie a loro questi paesi e queste chiese hanno avuto e hanno ancora tutt’ora delle strutture valide capaci di strutturare le varie attività.
Quanta gente abbiamo incrociato quest’oggi lasciando Bobo e sulla strada verso la capitale. Quante persone che immediatamente per il nostro mondo o per il mondo che conta, è dimenticata e non vale immediatamente nulla. Quanta gente passa la propria vita, che secondo i parametri di realizzazione del nostro mondo, senza fare nulla di esaltante, ma semplicemente vivendo la propria esistenza cercando di compiere il proprio piccolo dovere di donna o uomo, madre o padre. Ci faceva impressione pensare una vita passata semplicemente in un piccolo villaggio perso nella campagna dove le uniche cose che possono capitare è qualche passaggio di gente strana come noi. Quanta gente ci ha guardato un po’ come extra terrestri piovuti da chissà quale paese. Quanta gente che nessuno ricorderà tranne il buon Dio che sa raccogliere ogni cosa nella misteriosità del suo amore. È sorprendente pensare che i nostri nomi, tutti i nostri nomi anche quelli di coloro che sembrano dimenticati da tutti, sono comunque scritti nel palmo della sua mano.  
Bello pensare e condividere queste cose tra di noi ricordando con un sorriso e con la meraviglia ancora nei cuori, le cose che abbiamo visto: animali, auto strane, carichi inverosimili di autocarri e bei panorami. Questo è il bello del viaggiare insieme e del comprenderci al volo anche in queste piccole cose.
Abbiamo appena finito la messa, eravamo solo noi 4 e abbiamo pensato che col freddo che dicono fa su da noi oggi a Chianale non saranno stati molti di più. Una messa semplice e bella in cui i silenzi erano carichi di significato. Siamo alloggiati da delle suore che ritroveremo anche domani nell’ospedale di Tanquieta. Ci hanno detto che hanno là una suora ricoverata così ci siamo offerti per portare qualcosa all’ammalata se ne hanno bisogno. Piccole cose semplici che aprono porte del cuore e creano incontri profondi.
Abbiamo ricevuto anche dal cameroun e ci aspettano sempre di più, che bello… Speriamo bene, avanziamo poco a poco e se guardiamo indietro quanti km già macinati, il mondo è proprio grande ma ogni luogo è bello per le persone che si incontrano.
Buona settimana a tutti

P.S. Un saluto particolare e un augurio al nostro nipote Sebastiano che in questi giorni ha celebrato l’onomastico. Con lui ricordiamo lo zio dallo stesso nome, che tanto ha viaggiato…
il gruppo avventura davanti alla famosa moschea di Bobo




Non sembra vero ma su questo motorino c'è un vitello

Dedicata a Marco Bongiasca. Una era una Komatsu

Arriviamo alla capitale

Il monumento ai cineasti. A Ouagadougou c'è un festival internazionale del cinema

Davanti alla cattedrale in festa per il suo giubileo

Un po' di delicatezza a tutti

Foto di gruppo con una ticinese conosciuta a Bobo

sabato 22


Sabato 22 gennaio 2011
Siamo a Bobo Dioulasso dopo una buona cena a base di riso e carne tipico del luogo. Aspettando il caffè che Dino ha proposto e tutti abbiamo accettato volentieri. Giovanni ha già messo lo zucchero. Ormai sa già quanto zucchero vuole ognuno. Siamo al CAM (Centro Accoglienza Missionaria) della diocesi e l’accoglienza è stata ottima visto che le suore di Bamako avevano telefonato per prenotare per noi. Siamo avanti rispetto la tabella di marcia. Pensavamo di fermarci a Orodara o addirittura a Sikasso ancora in Mali, invece dopo la messa concelebrata a Bamako il sacerdote francese ha toccato il nostro orgoglio dicendoci che i francesi sarebbero arrivati sicuramente in giornata a Bobo. Allora se i francesi lanciano la sfida noi la cogliamo immediatamente e difatti eccoci qui. La partenza di Gian Luca si è fatta sentire sia in auto sia nel passare la frontiera. La sua presenza, pacata e sapiente, dava sicurezza. Grazie ancora per il tratto di strada fatto insieme.
Grazie a suor Janne siamo riusciti a uscire da Bamako senza troppi intoppi e prendere la strada per Sikasso e la frontiera per il Burkina. L’accoglienza delle suore a Bamako è stata toccante. Dopo il primo smarrimento dovuto al vedere due preti sporchi che non hanno nemmeno riconosciuto il vescovo in talare, ma in una semplicità sorprendente, si sono dimostrate di un’attenzione semplice e profonda. La cena condivisa con loro ieri sera era come se fossimo stati in famiglia. Dino e Giovanni sono stati immediatamente considerati come loro papà nel tipico atteggiamento africano. Molto bello. Ci hanno messo a disposizione il loro computer (quello con la tastiera cinese impostata in francese dove è stato molto difficile trovare le lettere).
La strada verso Sikasso è stata in sostanza bella. Tra un tratto di buche, un tratto (neanche troppo breve) di pista rossa e un tratto di bella strada larga. Ciò che ci ha colpito è che i cantieri erano organizzati e controllati da cinesi. Ormai solo la Cina investe in Africa e sta invadendo il mercato.
Il passaggio alla frontiera è stato veloce facilitato anche dalla finale della coppa d’Africa ander 21, vinta dal Burkina 2-1.
Il territorio attraversato è andato dalla savana molto povera di Bamako a quella più ricca della frontiera con il Burkina. La presenza dell’acqua è una vera benedizione. Dove c’è acqua con il sole e il calore tutto fiorisce e rinasce.
Più procediamo e più ci rendiamo conto che ciò che stiamo vivendo è proprio unico e sarà bello e allo stesso tempo faticoso trovare le parole per poterlo condividere. È un po’ come nella vita, appena provi a raccontare ciò che ti sta a cuore ti rendi conto che le parole diventano come goffe perché non rispondono appieno a ciò che hai vissuto. Forse il senso di questo blog è anche la possibilità di condividere immediatamente per quanto è possibile ciò che è questo viaggio. Grazie a Franco e a Caterina.
È bello in questo viaggio incontrare la chiesa di questi posti, condividere anche se solo per un pasto la vita portando con se anche solo un sorriso oppure una preoccupazione. È bello vedere come nell’accoglienza semplice si possa leggere anche la felicità di poter mettere a nostra disposizione ciò che si ha anche se poco. Questo è anche la comunione dei santi ed il bello della chiesa. Questo è anche ciò che ci fa guardare con occhi diversi anche ai tanti problemi o alle cose che si capiscono poco.
Questa sera non si può non ricordare la parrocchia della valle. Nel pomeriggio, mangiando polvere e cercando di tenere sulla strada le moto abbiamo pensato spesso al catechismo. In serata abbiamo trovato un messaggio di Francesca che ci aggiornava in tempo reale. Grazie! E grazie a tutti coloro che continuano a portare avanti la baracca anche quando noi non ci siamo.
Più il posto è povero più è facile vedere come le comunicazioni ufficiali sono affidate alle onde tradizionali: quanti dipoli semplici o doppi (non so come si chiamano in termine tecnico) e quanti ricordi degli amici radioamatori, anche loro portiamo in cuore: ik1jdy  zio Giovanni che ci ha passato la passione e ci aiuta a coltivarla, Bruno, Beppe (grazie dell’sms) Liliano, Domenico e tutti gli amici del 4a e dell’1a di cuneo che ho scoperto ultimamente e funziona benissimo in valle. Ricordiamo in particolare gli amici dell’ARI di Bra, Orazio, Marco, Flavio (viva il contest… quanti nominativi importanti qui!) e tutti quelli che conosciamo e ci conoscono.
Aspettiamo ancora la risposta per domani sera, non è facile trovare un posto per dormire: sono in festa alla cattedrale per qualche ricorrenza che non sappiamo. Ma ci sta pensando un diacono incontrato qui che sta cercando. Abbiamo chiacchierato di scuola, di seminario e ci ha raccontato che sono qui per il servizio pastorale domenicale. In Seminario per tutto lo stato del Burkina sono circa 80… non pochi ma certamente pochissimi se lo paragoniamo agli abitanti. Sempre bello incontrare il futuro di queste chiese.
Domani è domenica, la seconda che siamo fuori, grazie a chi ci copre e ci permette di viaggiare anche solo perché corre in valle per le nostre messe. Noi non sappiamo ancora dove celebreremo, si vedrà, magari domani sera arrivando alla capitale con calma.
Ora si chiude e si cerca di riposare, domani si continua. Aumentano le persone che pregano per noi, grazie, un abbraccio a tutti. 
uscendo da Bamako cenrcando di non perdere di vista l'auto della suore che ci deve accompagnare fuori città

Il fiume Niger. Lo attraverseremo di nuovo in Nigeria




Comincia il bello

e la polvere. Non perdiamoci di vista

Ci si sgranchisce le gambe

Questa era la visibilità!


Macelleria moderna. carne al fresco

Autostrasporti Villar



Il bollino blu è scaduto!

L'abbé Luc ci accoglie a Bobo

Ecco la situazione delle nostre moto