lunedì 8 ottobre 2018

8 ottobre

"el munt le 'n testa al funne, lu portu per capel" 

Deposito moto e macchina


Lavoro mattutino per portare alcuni semi a casa...

lavori per strada

Questa ferrovia fino a qualche anno fa andava fino a Città del Capo

Tabernacolo della cappella


Carissimi tutti,
giornata di relax che ci ha dato pace per poter partire sereni. Notte fresca, siamo a 1250m. Al mattino colazione e poi chiacchieriamo con padre Vincenzo che ci ha presi un po' in affido. Gli facciamo vedere i documenti dei mezzi e scopriamo che valgono solo per 90 giorni. Decidiamo allora di andare a vedere in dogana per capire come fare. Va per noi un ragazzo che lavora qui e torna con una bella notizia: non ci saranno problemi a ripartire e sarà sufficiente rifare un documento in un ufficio vicino alla casa in cui noi siamo. La macchina e le moto saranno in un garage ben protetto e anche questo ci fa piacere. Togliamo alcune cose che doniamo alla casa e lasciamo ciò che a casa non ci servirebbe. Risolti questi problemi andiamo per alcune compere da turisti e torniamo alla casa con calma nel primo pomeriggio. Riposiamo e poi gustiamo un tempo tranquillo chiacchierando tra noi e con Vincenzo scoprendo molte cose sia dei salesiani sia di questo paese. In fondo è un buon momento e si vede, anche la politica sembra buona e il popolo pacifico: qui non ci sono mai state guerre dall'indipendenza. La cosa si vede anche dalla poca presenza di militari cosa quasi strana per questi paesi.
Cena con due padri ai quali lasciamo una buona bottiglia di prosecco che stapperanno alla festa dell'indipendenza il 24 ottobre. Ora stiamo chiacchierando di casa e del viaggio, siamo sereni e portiamo in cuore tante persone incrociate e tanti momenti belli vissuti tra di noi. Ne siamo graati. Domani mattina ci porteranno all'areoporto verso le 10 così non disturbiamo troppo. Voleremo verso Harare per poi salire a Addis Abeba e poi Milano. Roberto dice che scendiamo un po' per poi prendere lo slancio verso nord.
Qui ormai già tutto tace e non tarderemo ad andare a nanna sereni e contenti.
Ringraziamo anche tutti quelli che hanno viaggiato con noi leggendoci e patendo con noi e per noi! Dino dice che il bello dei problemi vissuti è che saremo obbligati a tornare per finire il viaggio e rispedire le moto... ci penseremo nel 2019 dopo che qui avrà smesso di piovere.
Per ora grazie a tutti e al prossimo post di chiusura già dall'Italia
Un forte abbraccio...

domenica 7 ottobre 2018

7 ottobre

Villaggi sulla strada


Aspettando che ci lascino passare incontriamo gente

Bellezza entrando in Lusaka: il mondo in fiore, la primavera che arriva

La casa provinciale dei salesiani: fine tappa

Incontri per strada


Il benzinaio nel nulla

Il giardino della nostra casa

Il retro della cappella


Carissimi tutti,
siamo a Lusaka capitale dello Zambia. Come annunciato finisce qui il nostro viaggio, il tempo è finito e dobbiamo rientrare. Chissà quando riusciremo a ripartire e continuare... ma dovremo farlo, per ora i mezzi li lasciamo in questa bella casa dei salisiani che ci ospita fino a martedì quando speriamo di avere l'aereo per l'Italia. Sono troppi pochi i giorni che abbiamo per poter arrivare in un altro luogo del tragitto previsto e allora va bene così.
Questa mattina ci siamo messi per strada con calma sapendo di una tappa normale e senza grande traffico visto che è domenica. Infatti poca gente per strada almeno fino alle porte di Lusaka. Lasciamo Putauche e scopriamo subito che la strada, bellissima e nuova, fatta dalla cooperazione europea passa in luoghi poverissimi e lontani da ogni dove. Un po' di gente per le strade, alcuni vediamo si avvicinano alle cappelle per la messa, altri semplicemente camminano e camminano. La strada passa in posti belli tra dolci colline, è disegnata molto bene e guardando la povertà dei villaggi ricordiamo ciò che Luca di Mzuzu ci diceva: una strada qui vale una scuola. Nel senso che in poco cambierà questo mondo dando veramente molte possibilità alla gente. Ci accorgiamo anche che non ci sono pompe di benzina se non dopo 250km, cosa che succede poco spesso anche in Africa. Alla prima pompa per non rischiare facciamo il pieno e poco alla volta arriviamo verso Lusaka. In pochi Km la situazione cambia, incrociamo fattorie nuove segno di investimenti stranieri o dello stato. Non sappiamo a chi appartengano ma sono un segno buono. Da villaggi con solo capanne e tetti di paglia e un pozzo d'acqua per tutti, quando va bene, passiamo a supermarket all'europea. Fanno quasi male questi cambi repentini e ci chiediamo come si possa avvicinare questi mondi in modo che non ci si faccia del male.
Entriamo in Lusaka e con l'aiuto del navigatore di Luca riusciamo a trovare la casa dei salesiani con un padre che ci aspetta e che ha studiato in Italia. Bello essere attesi! Siamo stanchi ma anche oggi ci diciamo contenti della tappa e del viaggiare insieme, avevamo preso un buon ritmo e una buona intesa. Dopo una buona doccia celebriamo messa in una cappella bellissima di arte africana superfina, frutto di un centro in Malawi molto buono e molto attento alla cultura locale. Anche il risorto ha le fattezze di un uomo africano ed è appoggiato all'Africa.
Cena con tre padri salesiani e adesso scriviamo per farvi leggere di noi sapendo che tanti aspettano i nostri post.
Domani vedremo di fare un giro in città per qualche acquisto, sistemeremo i mezzi in un garage al sicuro sperando di poterli rivedere e riprendere per portarli a destinazione: le moto in Italia e la macchina a Kikwit. Speriamo.
Siamo stanchi, Roberto si addormenta aspettando che scriviamo e così Giovanni, hanno già preso il ritmo africano: presto al mattino e presto la sera...
Per ora arrivederci e una abbraccio a tutti

6 ottobre



La povertà si vede anche da questo: i taxi

Uscita da Lilongue

Ditta di trasporti

In viaggio...




A riposo a Putauche

Carissimi
Anche oggi una bellissima giornata, di quelle che rimettono a posto tante giornate storte. L’unico dato malinconico e negativo è che abbiamo dovuto salutare Marco che quando ci leggerete sarà già a casa. Bella presenza nel gruppo la sua, bella persona preziosa equilibrata e simpatica: grazie che nonostante le disavventure hai sofferto gioito e viaggiato con noi.
Ma adesso un po’ di cronaca. Partiamo alle 6.10 da Lilongue su indicazione dei padri in modo da non trovare troppo traffico, infatti in poco siamo fuori città e la strada si fa bella e poco trafficata. Il Malawi è veramente povero, si contende ogni anno l’ultimo posto al mondo e si vede! In due ore e mezza siamo in frontiera con un po’ di patema pensando a quella di uscita dalla Tanzania. Invece c’è poca gente, gli agenti sono simpatici, parlano un inglese lento e comprensibile anche a noi ignoranti. Un signore dolcemente ci indica i passaggi da fare col sorriso sulle labbra e a voce pacata. In poco tempo sbrighiamo le pratiche di uscita: non ci sembra vero. Qualche metro e cominciamo le pratiche per entrare in Zambia. Ci fanno i visti poi passiamo in dogana per i mezzi e infine l’assicurazione. Ci sembra finito invece ancora una piccola tassa per la strada che solo la macchina paga. Usciamo dalla dogana senza essere stressati anzi contenti al punto che lasciamo una piccola mancia non richiesta a chi ci ha aiutato. Qualche kilometro e ci fermiamo per farci un buon caffè visto che non abbiamo fatto colazione. In meno di tre ore abbiamo fatto tutto, che bel volto di Africa accogliente, meno male. Fin dai primi kilometri di strada ci accorgiamo che come ci avevamo detto lo Zambia è più ricco e la cosa di vede soprattutto dalle piccole cittadine che attraversiamo, case più belle, ospedali più ordinati e scuole più a posto. In qualche ora siamo a Petauche piccola cittadina dove avevamo prenotato un Lodge che si rivela buono e bello. Arriviamo presto e questo ci permette di riposare un po’, ridere, scherzare e riflettere sul vissuto. Fin ora la parte del viaggio fatta si è rivelata molto bella e anche ben organizzata nelle tappe. Quante persone incontrate diversissime tra loro ed ognuna con la loro storia, ognuna con un senso e una profondità. Ci portiamo in cuore il paese salesiano di ieri, opera colossale e bella, ma anche tante piccole cose e persone viste che lavorano nel silenzio in luoghi invisibili, invisibili agli uomini e non al buon Dio.
Domani ci resta una tappa abbastanza lunga ma non dovrebbe essere difficile, speriamo. Arriveremo ancora dai padri salesiani e poi dovremmo sospendere il viaggio…