sabato 23 settembre 2017

arrivoLe moto sulla nave

Sulla nave ormai verso Savona. 20 settembre

Il mare si è calmato e siamo risaliti fuori al sole. Avremmo tanto da dire ma la sensazione più bella é quella della gratitudine per il ricevuto. Ci sembra di poter ancora gustare queste ore in cui riesciamo a non pensare a ciò che ci aspetta o a farlo senza fatica. Sicuramente la cosa più bella che portiamo in cuore é la gioia nel vedere chi abbiamo visitato felice di averci con loro, di avere qualcuno che é venuto a visitarli. Da padre Matteo ai monaci di Fes, perfino il vecchio e sorridente Jean Pierre ci ha detto grazie in quel che gli resta della sua voce; ricordiamo la gioia delle suore di Ouarzazate e poi Miriam e Lucile ancora a Fes, un bagno di mondo delle Piccole sorelle di Gesù e del popolo marocchino. Infine ancora Luigina a Ceuta che ha gustato la nostra presenza fino all'ultimo facendoci andare in profondità nella relazione a noi stessi e con lei. Donna esuberante di amore ma anche intelligente e disarmata dalla sofferenza dell'altro. Infine la felicità tanto femminile di sr Teresina a Tangeri. Fiera nella semplicità come sanno essere gli egiziani cristiani. Donna cresciuta e felice della sua vita giovane in un mondo che nasce. Semplicemente bellissimo.
Da ultimo questo bagno di umanità su questa nave strapiena fino a Barcellona e ora più umana. Il personale italiano del sud la rende piacevole e accogliente e la gente si occidentalizza piano piano verso il nostro ormai freddo nord.
La costante del viaggio é pure stato il sole quasi sempre di montagna quello violento ma mai cattivo che solo rende terso il cielo. Siamo stati guardati dal cielo sulle strade polverose e avvincenti dell'Atlas marocchino anche quando moto e noi siamo stati messi alla prova mai al limite se non in due piccoli passaggi.
Chiediamo che questo regalo infinitamente grande lo possiamo condividere con la vita, ricordando ciò che Lucile, parigina diventata marocchina ci diceva di una donna che vedendola piangere per un lavoro non trovato aveva esclamato: perché piangi piccola, Allah ci ha dato da mangiare fino ad ora pensi che non lo farà più? Piccola lezione di Fede quando il fiato mancherà o i pensieri buoi copriranno questo splendido sole...

Ringraziamo in chiusura chi ha permesso questo viaggio, don Carlo e chi ci ha sostituiti nelle due domeniche di assenza.
Grazie a BMW Milano che ci seguiva, grazie ai meccanici e all’équipe di Monchiero Moto che come sempre ci hanno fornito mezzi affidabili e divertenti da guidare. Grazie a Mauro e Alberto amici e meccanici fidati per gli ultimi ritocchi alle moto. Grazie a Valvaraita Pneus e a tutti coloro che hanno viaggiato con noi se pur da lontano leggendoci e aspettando i nostri racconti.
Viaggiare per incontrare continua ad essere un dono grande da condividere…
Grazie al buon Dio che ha vegliato su di noi…
Arrivederci al prossimo viaggio


Le moto sulla nave
Suor Teresina e una sua consorella che ci hanno accolto a Tangeri




Luca e Claudio

domenica 17 settembre 2017

In ospedale

carissimi tutti

Stasera siamo in ospedale a Tangeri, per nessun incidente ma per il fatto che siamo passati a salutare suor Teresina che ci aveva accolto nel 2013 ad Alessandria d'Egitto e adesso lavora nell'ospedale italiano a Tangeri.
Le foto su Facebook sono della stanza dove dormiamo, proprio una stanza di ospedale con tanto di presa per l'ossigeno. Vista la reazione da Facebook le foto sono state un'imprudenza. Scusate
Ma andiamo con ordine.
Stamattina abbiamo fatto colazione al centro Sant'Antonio e poi siamo andati in parrocchia per concelebrare la messa delle 12. Prima abbiamo fatto una bella chiacchierata con suor Luigina sul nostro viaggio e su ciò che abbiamo visto della realtà del campo e degli immigrati. Tutto molto profondo e vero.
Mangiato con Sara e Luigina siamo ritornati al centro per prepararci a partire. Pur nella bellezza degli incontri il partire è stato malinconico e triste. La realtà di Ceuta ci ha toccato profondamente facendoci sperimentare la complessità delle problematiche che oggi pesano sul nostro mondo sia europeo, sia africano.
Il passaggio alla frontiera è stato breve visto che non c'era nessuno che doveva entrare in Marocco. Volendo arrivare velocemente a Tangeri abbiamo preso l'autostrada e in un'ora circa siamo arrivati all'ospedale italiano dove lavora suor Teresina. È stato emozionante abbracciarci dopo ben 4 anni in cui ci eravamo sentito solamente al telefono via messaggi.
Essendo in un ospedale ci hanno sistemato in una stanza con due letti proprio come quelle dei pazienti. Di lì l'idea delle foto che vista la reazione non è stata una buona idea postare su Facebook.
Comunque stiamo bene tutti e due. Domani partiremo da Tangeri a metà mattinata per arrivare al porto in tempo per l'imbarco.
Il viaggio è stato bellissimo sotto tutti i punti di vista. Ritorniamo contenti e sicuramente più ricchi per le persone incontrate e i mondi visti.
Un abbraccio a tutti e scusate ancora per le foto