sabato 21 settembre 2019


Carissimi, ieri come annunciato sveglia molto presto alle 4.15. Partiamo alle 5 dopo aver fatto colazione. Impieghiamo parecchio a fare il giro della città ma gustiamo nella notte e poi nell’alba il lavoro di una strada molto bella che costeggia il fiume e poi puntiamo verso nord per andare a prendere la strada nuova che nel 2015 non c’era ancora o non era finita. Viaggiamo bene e veloci. Ci fermiamo solo per fare benzina e ripartiamo. L’autista non ha tanta voglia di fermarsi, guida all’africana ma in compenso conosce molto bene la strada. Dobbiamo essere alle 15 da Bolloré e arriviamo alle 13 in città incontrando parecchio caos in entrata ma certamente non è Kinshasa! Gli ultimi 150km sono molto belli e in foresta ma la stanchezza questa volta non ci permette molto di gustarli. Siamo però a detinazione, salutiamo i salesiani, andiamo nel piccolo alberghetto riservato per noi e andiamo al porto. Troviamo una signora molto gentile interessata al nostro viaggio e sorseggiando un buon caffè risolviamo le cose. Lunedì mattina consegneremo la moto da loro. Tiriamo un sospiro di sollievo e ci abbracciamo. Siamo stanche ma molto felici di tutti i km fatti e soprattutto delle persone incontrate, del progetto realizzato e di tutti i doni ricevuti. Torniamo in albergo, “africano” ma dignitoso. Una doccia calda e ci ritroviamo a chiacchierare insieme o a leggere, a sorridere, a ricordare il vissuto. Ci gusteremo ancora questi giorni di attesa tra salesiani e bighellonaggio in città. Vorremmo andare a vedere l’oceano e passeggiare come avevamo fatto a Dar in Tanzania. Abbiamo attraversato l’africa e risalita verso nord. Il cuore è felice e il gruppo contento. Ogni paese è diverso dall’altro e questo rispetto all’RDC sembra “bello”!
Scriviamo quest’ultima parte dalla sala professori dei salesiani. Un centro molto bello cresciuto nel tempo e molto attento ai bisogni dei ragazzi e del paese. Solo qui abbiamo linea, abbiamo mandato qualche messaggio e postato sul blog. Non sappiamo quanto potremo rifarlo forse stasera o domani…
Per ora un saluto a tutti


Il mondo è in testa alle donne...









Carissimi tutti,
non sappiamo bene come e quando riusciremo a postare questo messaggio perché dove siamo non abbiamo linea e chissà se ne troveremo una.
Siamo seduti in una piccola terrazza di un piccolo alberghetto che i salesiani come nel 2015 ci hanno trovato. Ma andiamo per ordine cercando di non dimenticare nulla di importante del vissuto.
Giovedì mattina abbiamo celebrato messa nella cappella delle suore prima della partenza per il porto. Momento sempre molto bello per dire eucarestia cioè gratitudine per il vissuto insieme. Già la sera ci avevano fatto una piccola festa di saluto con tanto di regali per ognuno di noi. Dopo la messa una buona colazione e partiamo per il porto. Tutti su una sola macchina, sembra una scatola di sardine: noi 7 più tre suore, l’autista e tutti i bagagli! Bellissimo, all’africana. Inoltre, se nei giorni precedenti già le suore ci prendevano in giro perché non abbiamo mai trovato traffico serio in città, questa mattina invece per percorrere circa 5km impieghiamo quasi un’ora. Sorridiamo e gustiamo gli ultimi momenti del caos assurdo ma vivente di Kinshasa. Paolo ci segue con la moto per un attimo viene speronato da un taxi, sono i più disperati e violenti nel viaggiare, un poliziotto che è lì si avvicina al taxista e lo minaccia con la baionetta, alla fine gli fora due ruote in un gesto violento e poco comprensibile. Le suore ci dicono che è ordinario nel traffico e la polizia che non può fare nulla si limita spesso a chiedere soldi o a intervenire in modo così violento per dire un potere. Anche loro, i poliziotti sono mal pagati, spesso neanche pagati e si arrangiano chiedendo soldi a tutti. Corruzione? Forse sì oppure semplice legge della sopravvivenza. Chi di noi andrebbe al lavoro se per mesi non è pagato o chi non si arrangerebbe se a casa ha famiglia da mantenere? Non è così facile rispondere e le risposte sarebbero sempre banali o limitatamente giuste.
Al porto che conosciamo dal 2015 e in cui eravamo stati fermi dalle 8 alle 15 in pochi attimi siamo all’imbarcadero. Non riusciamo a crederci, non è possibile. Sr. Micheline ha preparato tutto, ci aspettano con un motoscafo per noi dove carichiamo la moto e tutti noi. È spettacolare vedere il tutto e non crediamo ai nostri occhi. Un signore che conoscono ieri ha preparato tutto, per la moto il carnet era già preparato e troviamo i nostri passaporti timbrati e preparati. Anche le guardie doganali sono sorridenti e ci chiedono pure di fare una foto con loro. Siamo increduli… e sr Micheline è al settimo cielo vedendo che tutto è a posto. Così ci salutiamo e salutiamo anche Marco che resta a Kinshasa per rientrare sabato. La sua è stata presenza preziosa e bella tra noi e gliene siamo grati. I saluti sono commoventi il cuore pieno e gli occhi lucidi. È stata veramente una bellissima settimana, intensa vera fatta di imprevisti e di condivisioni profonde con le comunità che ci hanno accolto. Che bel dono poter viaggiare così. Abbiamo in cuore il lavoro umile e grintoso delle suore, il loro desiderio di formarsi, di lavorare e di condividere perché questo mondo così incasinato e a tratti tanto ingiusto dia possibilità a tutti di dignità e vita. Abbiamo in cuore il vissuto e tanti sorrisi ricevuti e tanti grazie che spesso ci hanno fatto pensare. Abbiamo anche in cuore un mondo che sembra perdere i pezzi ad ogni angolo ma che avanza, si arrabatta e spera. Ogni persona del caos vissuto porta in cuore qualche desiderio e speranza che lo fa avanzare anche quando il problema principale sembra essere quello della semplice sopravvivenza. Attraversando il fiume Congo che qui è di circa 2km abbiamo tempo di pensare e ammirare questa potenza della natura che qui finisce il suo corso dolce per gettarsi in una serie di rapide e cascate che lo portano all’oceano. Una forza dolce e che dà vita, ma anche che dietro l’angolo può distruggerti e triturarti senza pietà.
Appena arrivati sul pontile di Brazaville, troppo presto per la suora che ci aspettava per cui abbiamo passato la dogana da soli. Incasinata ma soprattutto per chi vuole a tutti i costi aiutare per farsi dare dei soldi. Comprensibile in questo contesto ma certamente fastidioso, bisogna sempre difendersi. Gli uffici invece abbastanza ordinati e precisi. Alle 10 siamo fuori dogana e aspettiamo la suora che arriva portandoci alla parrocchia st Pierre dove eravamo già stati nel 2015. Lì riusciamo a contattare Bolloré per la moto di Paolo e capiamo che però dobbiamo partire il giorno dopo per Pointe Noire: alle 15 abbiamo incontro con una signora che si occuperà della spedizione, signora contattata dal grande amico Gianluca Garzino che spesso ci ha aiutato risolvendoci problemi.
Decidiamo così di andare con sr Agnese alla loro casa in campagna a 23 km da Brazzaville e rientrare la sera. Così facciamo, in pochi km è subito un altro mondo, niente luce, strada già quasi impossibile adesso che non ci sono state piogge… Stiamo da lei fino a oltre le 20 perché l’autista che deve portarci a Ponte Noire non arriva con la macchina delle suore. Arrivato ci fa notare che c’è un problema alla macchina e con delle pile risolviamo. Speriamo che domani tenga, è un vecchio RAV4. La strada dicono sia molto bella e partiremo alle 5 molto carichi, proprio all’africana.
Rientriamo in città, facciamo il pieno e finalmente riusciamo ad andare a nanna.
Questo Congo comunque è già un altro mondo rispetto a Kinshasa, più ordinato con meno gente e meno caos. Ascoltiamo racconti e scopriamo che se è vero che tutto va un o’ meglio, il clima politico resta dittatoriale e difficile.
Anche oggi un’altra giornata intensa.  












mercoledì 18 settembre 2019

Carissimi tutti

l'ultima sera è arrivata e l'ultima cena è stata consumata.
Com'è da tradizione, alla fine del pasto le suore ci hanno consegnato un regalo che avevano preparato precedentemente. Per sancire il nostro legame con il Congo e con la loro comunità di suore ci hanno regalato un braccialetto con il nostro nome e una collana con il ciondolo dell'Africa o del Congo. L'emozione è stata grande e tutti ci siamo un po' commossi.
Oggi è stata una giornata di saluti. Questa mattina dopo colazione siamo partiti per andare a salutare la comunità di Kimuenza dove c'è la casa di formazione delle suore di San Giuseppe di Cuneo qui in Congo. Lì abbiamo trovato suor Marthe che quattro anni fa ci aveva accolto a Kinshasa come delegata per tutte le comunità dell'Africa. Come sempre in ogni comunità di suore, l'accoglienza è stata commovente.  La casa delle suore è vicina a quella dello scolasticato dei padri gesuiti. Come non pensare agli amici gesuiti Paul Gilbert e JeanPierre Sonnet che qui hanno insegnato e vissuto.
Andando verso Kimuenza siamo stati fermati dalla polizia e non avendo i documenti della macchina ché avevamo dato a suor Micheline per cominciare il passaggio di proprietà, abbiamo dovuto discutere per non dover pagare la multa. Sembrava un po' assurdo. Noi eravamo effettivamente nel torto, ma tutto ciò che ci passava accanto non aveva nulla che fosse in regola a mala pena stava insieme. Abbiamo dovuto aspettare che l'autista che aveva condotto suor Micheline ci riportasse i documenti prima di poter partire e per ringraziare i poliziotti abbiamo lasciato qualcosa per il loro caffé. Anche questo è l'Africa.
Ritornati nel pomeriggio, suor Micheline riportava già il carnet della moto di Paolo già timbrato e firmato e ci diceva che i nostri passaporti erano già pronti e li avremmo recuperati domani mattina nel momento in cui passeremo la dogana. L'efficienza di suor Micheline è stata fantastica.
Speriamo che domani non ci siano troppi intoppi. Domani saluteremo anche Marco che rientra venerdì per l'Italia. Come già l'altro anno, la sua compagnia è stata preziosa sotto tutti i punti di vista. Speriamo di poter condividere ancora altri momenti come questi passati insieme.
Domani andremo al porto alle 8,30 e speriamo che il passaggio non sia troppo complicato. Suor Agnese ci aspetta a Brazzaville per accoglierci. Cercherà anche un'auto per l'ultima tappa da Brazzaville a Pointe Noire.
Adesso ci gustiamo l'ultima sera a Kinshasa in un silenzio che in questo momento sembra quasi surreale.
Non sappiamo se domani avremo una connessione per potervi raccontare il passaggio, appena la troveremo ci faremo risentire.
Per adesso un forte abbraccio


La chiesa dell'invasato Mutombo

Salendo a Kimuenza

Ricchezza della natura

Gli orti delle suore